occhi lucidi

sul nuovo ordine mondiale

occhi lucidi per l'emozione, uno sguardo lucido e attento sul nuovo ordine mondiale, da parte di uno che non vuole stare solo a guardare quello che si muove sotto questo cielo, che per fortuna rimane verde

Questo blog e' di j_live, il mio doppio virtuale



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7.03.05

14:48  (sguardo lucido n. 4239222) permalink

Onore al merito

Onore al merito di Nicola Calipari, un poliziotto onesto al servizio dello stato e dei cittadini. Assassinato dai soldati americani. Che non chiedono nemmeno scusa.

Il punto su cui non bisogna scivolare, e' proprio questo: Saddam era in piedi grazie agli americani, averlo buttato giu' e aver consentito al popolo iracheno di andare a votare per la propria autodeterminazione, non costituisce nessuna legittimazione di quel tipo di politica estera, e nessuna prova che questo modo di democraticizzare il mondo sia valido.
Anzi, conferma semmai quanto sia sporco.

Link: Gilgamesh


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4.02.05

10:02  (sguardo lucido n. 3984828) permalink

Il diritto di avere diritti

Quando si parla di opensource (nel software o nella musica...) vedo che si contrappongono soprattutto le ragioni delle mega-corporations (che stanno spadroneggiando nel mercato imponendo prezzi-salasso ai consumatori) e quelle dei consumatori (che ovviamente sono stufi di pagare un 'prezzo' che non ha ragione d'essere, soprattutto in un mondo che ribolle di nuove tecnologie e in cui e' possibile accedere a questi 'prodotti' con un click e anche gratis).

Manca pero' un piccolo particolare. Il parere di quelli che fanno veramente il software e la musica.

Cos'hanno questi signori da essere completamente zittiti e trascurati ? Cos'hanno fatto per essere probabilmente gli unici che veramente pagheranno caro questi anni di braccio di ferro, soprattutto quelli che non si sono finora troppo compromessi col grande business delle corporations ? Sono forse figli di un dio minore ? Se si parla di software e di musica non e' forse grazie a loro ?

Nel grande dibattito sull'opensource, ricco e prezioso, ci sono alcuni che tendono a berciare sul diritto di avere o non avere diritti sulle opere di ingegno, senza il dovuto rispetto per quelli che l'ingegno l'hanno intanto messo all'opera!

E' vero che molti programmatori e musicisti 'lavorano' per le grande corporations (e comunque si allineano sulle loro direttive), avendone un discreto vantaggio economico (spero per loro), e quindi il loro parere e' 'di parte'. Ma e' anche vero che quelli potrebbero comunque avere una propria idea (che non esprimono per umana codardia e bieco calcolo). Non vuol dire in sostanza che in un mercato piu' 'libero' quelli non prenderebbero le distanze dal modello delle Majors.

Ci sono poi quei programmatori e musicisti che hanno cercato di tenersi fuori dal giro delle Grande Business, e per amore del prodotto di qualita', dell'espressione libera e indipendente, hanno dato vita ad un 'mercato' parallelo, sul quale vorrei ben vedere chi si alza a dire che va smantellato. Quei signori, cari miei, hanno spesso pagato con un grande superlavoro, con ridotta promozione e visibilita', con esigui ritorni economici, la loro idea di uno 'scambio piu' equo', in cui veramente qualcuno da e qualun'altro prende pagando il 'giusto prezzo' per il 'giusto valore'. E' ovvio a questo punto che io sono completamente dalla loro parte.

Io penso a quelli, ma soprattutto penso ad un  'mercato libero e regolato dalla domanda e dall'offerta', 'con qualche intervento garantista della libera concorrenza' da parte di organi statali che hanno SOLO il compito di essere al servizio di chi produce e di chi compra.

Ci sono le grandi corporazioni che soffocano il mercato e fanno cartello sui prezzi ? Bene, la risposta e' un Authority di Garanzia, che non teme nemmeno la Microsoft (giusto per fare un esempio) e che spezzi quel monopolio. Non il divieto di commercializzare il software perche' per legge nessuno ne ha il diritto. Salvo permettere allo Stato, nello stesso tempo, di tassare il collegamento ad internet, il cd su cui registri, il computer per riprodurre e le orecchie con cui ascolti.

Per quale motivo, in questo 'mercato libero', si dovrebbe negare il giusto guadagno a chi lavora, ci mette il suo ingegno, ci mette il suo animo (come potrebbe la musica essere di qualita' diversamente? ma quelli di WordPress dicono che anche nel software c'e' poesia) ? E quale guadagno e' piu' giusto di quello che si rende possibile in un 'mercato libero' ?

Ora fatemi capire perche' si deve arrivare alla libera circolazione delle opere di ingegno (che mi fa ricordare sempre di piu' la statalizzazione dei mezzi produttivi e dei prodotti nei paesi comunisti) ? Perche' si deve arrivare alla negazione del diritto di autore, e a non riconoscere agli artisti e agli artigiani il proprio contributo FONDAMENTALE alla creazione dell'opera stessa ? Perche' si vuole obbligare chi ha saputo creare software e musica a cercare di guadagnarsi il pane aggiungendo nuovo lavoro per creare nuovi ulteriori servizi e poi cercare/sperare di vendere quelli ?

Mi sembra che si vuole guardare al mondo come se la scelta fosse tra il monopolio delle grandi Corporate oppure quello dello Stato. Io sono contro tutto questo. Io sono per una terza via (che non sto inventando adesso, io, ma che e' quella perseguita finora, nei paesi occidentali, evidentemente senza sufficiente energia). Io sono per un 'mercato libero', dove chi ha un prodotto o un servizio se lo fa pagare per quello che il mercato gli riconosce che vale. E soprattutto sono per un 'mercato che va difeso libero', dai cartelli e dai monopoli, e dalle confische stataliste.

Ma oltre la questione di principio, io sono stupefatto dell'anacronismo di chi spinge per la rivoluzione dell'opensource. Proprio adesso ? Proprio adesso che le nuove tecnologie, e Internet, stanno dando praticamente a tutti la possibilita' di esprimere il proprio ingegno nello sviluppo di software, e il proprio estro creativo nel fare musica, e di farne circolare gli artefatti ? Proprio adesso che il mercato globale quindi sempre piu' ampio permette la riduzione di costo degli strumenti ? sapete voi quanto sarebbe costato un laboratorio di informatica o musicale vent'anni fa ? sapete che oggi qualsiasi quattordicenne ne puo' avere uno regalato per natale ? Proprio adesso che il mercato globale sempre piu' ampio favorisce il successo di iniziative minuscole, nate nei garage di casa, vista la moltitudine di potenziali interessati che si possono raggiungere ? Proprio adesso che milioni e milioni di minuscole 'imprese' possono nascere e sperare di avere successo, proprio adesso si vuole azzerare a queste la possibilita' di 'avere un mercato' in cui fare business ?

Chiarito dunque che oltre alle Grandi Corporations, unicamente orientate al profitto, e ai consumatori, giustamente restii a pagare prezzi che sono furti e subire disservizi che sono abusi, ci sono anche quelli che il 'mercato lo fanno' perche' creano il 'prodotto', e chiarito che questi potrebbero essere una categoria sempre piu' ampia, io sono contro l'idea di eliminare il 'mercato' stesso varando leggi che proibiscono la commercializzazione di quel 'prodotto'.

Naturalmente, in un'epoca di continui cambiamenti (sia di prodotto, di servizio, che di mercato) potrebbe anche accadere che qualche produttore di software o di musica, con spirito imprenditoriale innovatore, scelga di 'dare gratis' le proprie opere, per diversi motivi (socio umanitari, di marketing, narcisitici...), e consideri il ritorno non economico che ne ricava direttamente (piu' quello economico che ricava indirettamente) piu' che soddisfacente. Ma dev'essere libero di farlo o non farlo ! No all'obbligo di farlo per Legge!

Una volta che un certo numero di produttori (di software e musica) avranno sperimentate documentate esperienze di successo, basate sull'opernsource (scelto liberamente) (come Torvald, o altri), allora sara' ovvio che si diffonda un 'modello di business' basato sul regalare i prodotti e incentivare l'acquisto di servizi. Il successo di queste esprienze, anche non necessariamente economico, ma per esempio sul piano della qualita' (e non una Legge sul Diritto d'Autore) sara' il fattore piu' convincente ad adottare quel modello in certi settori (per esempio la Sanita', l'Educazione..., oppure in alcune nicchie del mercato particolarmente orientate alla cooperazione). Insomma i modelli basati sul copyright e sul copyleft potranno tranquillamente convivere. Liberamente.


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3.02.05

08:49  (sguardo lucido n. 3975876) permalink

Sput Option 

Confesso che non conosco i dettagli dell'accordo che e' stato siglato nel 2000 tra FIAT e GM (e credo proprio che siano pochissimi a conoscerli).

Quello che so e' che normalmente va cosi': un'azienda A e' in difficolta' ed e' quindi interessata ad una partnership o addirittura alla vendita della maggioranza delle quote, contemporaneamente un'azienda B, di solito dello stesso comparto o di comparti 'contigui', che evidentemente versa in condizioni finanziarie migliori, considera un'opportunita' acquisire l'azienda A, pur con tutti i suoi debiti, perche' la maggior dimensione che cosi' ottiene la rende piu' forte e competitiva nel mercato globale.

Perche' il gioco funzioni, l'azienda A, pur nelle sue cattive condizioni, deve comunque avere un valore (i famosi assets): il suo problema vero infatti e' non riuscire a farli fruttare.

Di solito va cosi': non capita mai che l'azienda B compra subito (e quasi a scatola chiusa l'azienda A), specie se il prezzo e' piuttosto caro. Invece le due aziende si accordano per un periodo di transizione in cui all'inizio l'azienda B versa una certa cifra (compra una quota minoritaria, in sostanza versa una caparra), e dopo un certo tempo di durata prestabilia si impegna a rilevare la restante parte (put option). In questo modo l'azienda A ottiene subito una boccata d'ossigeno, affronta il periodo di 'prova' con un nuovo slancio, e l'azienda B e' in grado di osservare e conoscere meglio (un po' piu' da dentro) l'azienda che sta per rilevare. Alla fine, se tutto e' andato secondo il migliore degli auspici, l'azienda A avra' iniziato una certa ripresa, e l'azienda B e' in grado di comprare innanzitutto un'azienda gia' in ripresa (al prezzo bloccato tempo prima) e con una maggiore trasparenza su cio' che compra. Se invece le cose non vanno per il verso giusto, alla fine l'azienda A avra' bruciato anche l'iniezione di liquidita' della prima quota, e l'azienda B si convince che a rilevare l'azienda A sono piu' grane che vantaggi: in questi casi l'azienda B rinuncia all'operazione, ma paga una penale.

Venendo a FIAT e GM, sembra proprio che il periodo di transizione sia terminato e che le cose non siano andate per il verso giusto: FIAT e' considerata da GM un'azienda che NON vale la pena rilevare, e quindi non intende concludere l'acquisizione. Questo significa che FIAT e' un'azienda che non va bene (e questa non e' una grande scoperta: basta guardarsi intorno quando siamo nel traffico), ma significa anche che nemmeno l'operazione 'spezzatino' funzionerebbe. Cioe' anche sezionando l'azienda e tenendo le parti buone, e gettando le vecchie (operazione di grande impatto sociale, ma che da un punto di vista finanziario alletta molti manager e imprenditori), e anche rivalorizzando le parti buone all'interno della galassia GM, l'operazione risulta evidentemente non conveniente. Che sia per l'indebitamento eccessivo?, che sia perche' FIAT e' un'azienda talmente invischiata in un groviglio di legami con lo stato italiano, con il tessuto produttivo e il mondo del lavoro italiano, percui ogni intervento sarebbe complicato, lungo e probabilmente inefficace ? Sta di fatto che GM e' orientata a non esercitare la Put Option, insomma a non concludere l'operazione, e a pagare la penale pur di togliersi da questo pantano al piu' presto, e porre fine all'incubo.

Ma non hanno fatto i conti col genio italiano, col Made in Italy, con la grande risorsa del popolo italiano e delle sue imprese.

Infatti dopo aver versato la cauzione, FIAT ha venduto FIDIS, la societa' di FIAT che si occupava di gestire i finanziamenti per l'acquisto di automobili. Per chi non lo sapesse, da quando un automobile ormai non si compra quasi piu' in contanti, quei finanziamenti sono la principale fonte di reddito nella vendita delle automobili. Sarebbe come se voi versaste una caparra per l'acquisto di una casa, vi impegnaste a comprarla tutta entro un certo tempo, e nel frattempo il proprietario ne vende un paio di locali, diciamo tra i piu' importanti della casa. Vi rassegnereste e finireste per comprare la casa lo stesso, magari dopo esservi accorti che su quella casa incombono faraonici lavori di ristrutturazione e numerose ipoteche e sequestri cautelativi ? Vabbe' che gli americani sono dei grandi ingenui...

A parte questo, gli americani sostengono che altre operazioni non corrette sono state eseguite da FIAT (come l'aumento di capitale), e quindi, sommato tutto, si sono decisi ad esercitare la Sput Option. Questa infatti, e' piu' della rinuncia alla Put Option (e quindi del pagamento della penale): la Sput Option consiste nell'indirizzare alla controparte un bello sput, senza quindi concludere l'acquisizione, senza pagare penali, e anzi portando tutto in tribunale.

Se fossi in Wagoner (l'attuale AD di GM) non mi sentirei tanto tranquillo, visto cosa sanno fare gli avvocati italiani, capaci di 'prendere in mano' praticamente tutto, farlo diventare una gallina dalle uova d'oro per loro, e lasciarlo in mutande. Anche quelli americani, direte voi: non mi pare che quelli siano mai arrivati a livello di intero Paese!

Rimane il fatto che tutto il mondo oggi ha un (altro) grande esempio della capacita' imprenditoriale, della spinta all'innovazione, della tenancia e della capacita' di riscossa, della qualita' e della genialita' italiana. Proprio negli Stati Uniti, di un personaggio di dubbie qualita' etiche e notoriamente truffatore, si usa dire: "Saresti disposto a comprare un automobile da uno cosi' ?"

Figuriamoci un'intera fabbrica di automobili.

 


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30.01.05

15:06  (sguardo lucido n. 3944573) permalink

 Calamita' naturali e fallimento della protezione civile

Devo ammettere che avevo seguito con relativo interesse la storia della 'nevicata eccezionale', del blocco di automobilisti e camionisti per due giorni (!!!) in autostrada, e delle strumentalizzazioni politiche che (come al solito) sono state fatte.

Di qualche radiogiornale e di qualche 'rassegna stampa' letta alla radio mi erano rimaste alcune cose:

- che la nevicata era annunciata: e' vero che al sud non nevica cosi' spesso, ma e' anche vero che sono ormai numerose le volte che nevica piu' al sud che al nord (cosa di cui ho avuto modo di rendermi conto negli ultimi anni perche' vivo a Milano e ho parenti in Puglia)

- che l'autostrada Salerno Reggio Calabria e' rimasta bloccata per giorni: a chi non e' mai capitato (cioe' credo a tutti o quasi) e' difficile immaginare di restare bloccato in autostrada, fermo, due giorni e una notte (molti intervistati hanno passato la notte tra il 26 e il 27 in auto). Personalmente troverei insopportabile fare gia' un'ora di coda in tangenziale. Figuriamoci trascorrere cosi' tante ore, al freddo, in aperta campagna, nell'impossibilita' di lasciare l'auto, e anzi costretto a starci dentro perche' almeno li' e' caldo, e comunque senza cibo. Pensate anche a bambini e malati.

- che l'opposizione ha subito strumentalizzato politicamente l'episodio, come se il fatto grave fosse il colore politico del Ministro, e non le conseguenze delle inefficienze degli organi preposti sulla pelle di centinaia di italiani, come se una calamita' naturale gestita male dalla 'destra' fosse peggiore di una gestita male dalla 'sinistra'.

Quando ho sentito che il Ministro delle Infrastrutture, Lunardi, si scusava (dopo il primo giorno) mi e' sembrato un gesto dovuto, e perfino decoroso, per quanto gravi fossero le inadempienze. Le dimissioni le ho considerate una sorta di 'imprecazione', che si dice per rimarcare la gravita' del fatto. In un paese civile, con una profonda cultura del servizio, il ministro o il vero responsabile si sarebbe comunque dimesso prima ancora che qualcuno avesse il tempo di chiederlo!. Non per ragioni politiche, ma per l'incapacita' dimostrata.

Ma un paio di giorni dopo, e soprattutto dopo qualche altro giorno in cui s'e' vista l'incapacita' di intervento, sento oggi che il Ministro, e il Governo tutto, si chiamano fuori. L'ANAS e la Societa' che gestisce l'autostrada anche. Anzi sento che lo Stato non doveva nemmeno essere chiamato in causa. "Insomma, per favore, andate a far baccano piu' in la', grazie." Perche' ? Cosa dovete fare invece ?

Dire che sono indignato e' poco! Quest'altra espressione di arroganza mista ad incapacita' urla vendetta. Almeno la massima eco possibile.

Mi sta bene che chi si e' messo in autostrada senza catene sia additato come 'irresponsabile'. Come chiunque abbia contravvenuto ad una norma, venga senz'altro multato! Non solo per i rischi e gli inconvenienti in cui si e' ficcato, ma per averli poi causati anche agli altri. Si sa bene che in un autostrada bastano due o tre veicoli fermi, per paralizzare il traffico.

Ma gli automobilisti e i camionisti senza catene non sono 'la causa' del problema, che invece resta la grande nevicata. Ovvero una piccola calamita' naturale. Nemmeno tanto piccola, visto che ha nevicato per giorni di fila.

Allora cosa ci dice il Ministro oggi, e tutto il Governo con lui ? "Noi vi avevamo avvertito, e con questo il nostro compito e' chiuso. Non potevamo impedire che nevicasse."

Ascoltate bene fin dove arriva l'impudenza!

Voi che avete ancora negli occhi le immagini dello tsunami, ma soprattutto che siete stati colpiti qui in Italia da alluvioni, straripamenti, frane, valanghe, terremoti, eruzioni di vulcani e incendi boschivi; Voi che siete stati aiutati quando una bufera vi ha bloccato in un rifugio di montagna dov'eravate in gita; Voi che siete stati soccorsi mentre la vostra barca si e' rovesciata ed eravate in balia del mare in burrasca...: se ieri qualcuno vi ha aiutato, vi e' andata bene! L'orientamento espresso oggi, per il presente e il futuro (evidentemente), dal Ministro Lunardi, e': intervenire per elevare qualche contravvenzione, e basta!

E' dunque giusto che oggi e domani voi rimaniate abbandonati, bagnati, al freddo, con la casa distrutta, col parente sotto le macerie, con la difficolta' di reperire carburante e energia elettrica, forse senza nulla da mangiare di caldo, o proprio senza cibo.

E se qualche persona vile si permette, o si permettera' in futuro, di lamentarsi, perche' i soccorsi arrivano in ritardo, e non sono attrezzati per l'emergenza, la risposta sara' un bello sberleffo e il tentativo di mettere in piazza la vostra ingratitudine!!! Eh si, perche' se vi soccorrono sara' un grande favore che vi fanno, e non potete certo permettervi di sindacare se e' fatto bene.

Robe da pazzi! A chi sono rivolte queste parole, di Lunardi ? Chi si dovrebbe sentire rimproverato perche' non ha taciuto difronte ai disservizi dello Stato ?

La protezione civile, l'esercito, la Croce Rossa sono organi, pagati dagli italiani, perche' siano impiegati (anche) in occasioni come queste. In effetti, sono intervenuti. Tutti. Ma se intervenire era previsto (e lo credo bene!), il punto e' che qualcuno e' intervenuto tardi e non attrezzato a sufficienza. Dunque, Ministro Lunardi, chi ti credi di essere per insultare gli italiani che protestano per l'incapacita' di gestione tua o di qualche altro responsabile ?

La morale che io traggo: la responsabilita' era talmente evidente che qualcuno ha ritenuto giustamente di doversi scusare, ma davanti alla prospettiva di perdere la poltrona, prima ha cercato un altro colpevole (si chiama scaricabarile) e poi ha negato ogni responsabilita' (col classico "non e' compito mio", come se l'importante fosse trovare la giustificazione di uno, e non far funzionare il sistema intero), infine e' arrivato a negare l'evidenza e a rimandare insulti al mittente.


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29.01.05

14:53  (sguardo lucido n. 3938075) permalink

La ragione che dorme

Oggi ho sentito una trasmissione radiofonica che aveva per tema lo sterminio degli ebrei e la giornata della memoria. Nella trasmissione era compreso uno speciale sul livello di informazione tra gli italiani su questo argomento. La prima parte del sondaggio mostrava che la maggioranza dei giovani intervistati non era nemmeno a conoscenza del fatto. Oltre a questo i ragazzi, poco imbarazzati, si giustificavano dicendo allegramente che erano 'ignoranti' (una spiegazione del tutto sufficiente e per nulla disonorevole, secondo loro). Anche tra gli intervistati piu' adulti, comunque, spesso le parole 'shoah' e 'olocausto' suonavano sconosciute, pero' il ricordo dei fatti non mancava.

Questo cosa ci dice ?

Innazitutto il fallimento della scuola italiana da una ventina d'anni in qua. La conoscenza (di tragedie come questa) e' possibile praticamente solo per chi assiste ai fatti, o incontra qualcuno che li racconta. Ben poche speranze di acquisire conoscenza attraverso gli istituti scolastici.

L'altra immediata evidenza e' il fallimento di tutti i canali di informazione (giornali, riviste, libri, tv, radio, internet). Siamo sommersi dall'informazione, ma evidentemente questo non elimina la pericolosa ignoranza dei fatti piu' gravi della nostra storia. Nemmeno di uno tra i piu' gravi, figuriamoci quelli la cui gravita' non li fa uscire da una ribalta solo nazionale.

Ancora una cosa mi ha colpito. Sentire quei giovani qualificare le domande poste dall'intervistatrice 'troppo difficili', come se fossero interrogati da una professoressa che si sta mostrando troppo severa: a quella rispondevano col tono di chi si sente dalla parte della maggioranza, e suggerendole quindi di adeguarsi, e di smettere quell'atteggiamento inopportuno.

Non vorrei aver visto cose che sono solo nella mia testa. A me e' sembrato che ormai 'e' passato il concetto' che un livello 'sufficiente' di informazioni e conoscenza 'molto basso' e' del tutto legittimo. E soprattutto, privo di qualunque negativa conseguenza. Come se, in altre parole, 'saperne di piu' fosse una fatica superflua, giustamente evitata.

Per un attimo mi si e' fatto chiarissimo quel meccanismo che 'permette che la storia si ripeta', che e' poi lo stesso che rende possibili le inimagginabili tragedie di cui l'Uomo si e' mostrato capace: il sonno della ragione. Peggio ancora, ho sentito l'Uomo potestare e chiedere che lo si lasci stare con la ragione a dormire.

----------

Appena aldila' dell'Adriatico, e dopo il genocidio ad opera dei croati ustasha che si ebbe durante la seconda guerra mondiale (e di cui si parla molto meno, ma che fece comunque quasi mezzo milione di morti, e che aveva una matrice riconducibile al nazifascismo), appena 50 anni dopo, e cioe' tra il 1991 e il 1995 (si! solo 10 anni fa!) si sono ripetuti almeno due nuovi genocidi, da parte dei serbobosniaci e da parte dei croati. Il Tribunale Penale Internazionale ha processato e condannato (per ora) solo quello dei serbobosniaci, ma i principali responsabili, Karadzic e Mladic, sono ancora liberi. 

Anche se si tratta di 'pulizia etnica', volta ad eliminare la presenza di un'etnia minoritaria da un territorio, e non un programma di sterminio della razza, come nel caso dei nazifascisti con gli ebrei, fa veramente poca differenza, i morti si sono contati a milioni, la barbarie umana e' sprofondata ancora una volta nell'abisso.  

Tutto questo e' accaduto appena 10 anni fa. Al di la' di un braccio di mare che e' poco piu' di un rigagnolo, insomma in casa nostra. E dopo appena 50 anni dalla shoah. Quanto se ne parla ? Quanti sono informati ? Perche' i responsabili sono ancora liberi ?

E quando la NATO lascera' quella regione (quell'intervento NATO che qualcuno ha criticato allora, e anche recentemente, mettendolo alla stessa stregua di quello angloamericano in Iraq!), cosa garantira' che la storia non si ripeti ? Cosa lo garantira', se i resposanbili sono ancora liberi e pronti a tornare, se le forze politiche nazionaliste locali hanno ancora potere, se il livello di disinformazione e la disattenzione sono cosi' alte, e il sonno della ragione cosi' profondo ?


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27.01.05

20:50  (sguardo lucido n. 3926055) permalink

 E' sufficiente ricordare ?

Dire che e' sufficiente ricordare, per scongiurare il ripetersi di queste tragiche aberrazioni del genere umano, significa confidare sul fatto che 'chi ricorda' automaticamente 'comprende l'errore' e quindi 'condanna'. A mio parere, questi passaggi sono dati per veri troppi facilmente.

Alcuni, io credo pochi, ricordano 'quello che vogliono' e non concludono nessun errore e nessuna condanna. Sono pochi, ma ci sono. Alcuni commenti sentiti oggi, me lo confermano. E trascurarli sarebbe un grave errore.

Non sto dicendo che il male e' intrinseco nell'uomo, e quindi bisogna sempre diffidare della natura dell'uomo. Non ho elementi per prendere una posizione del genere. Anche ammettendo che l'uomo all'origine e' tutta bonta', sia il suo pensiero, che la sua capacita' di agire, che le sue emozioni sono ovviamente imperfette, e quindi destinate a distorsioni e tragiche conseguenze.

Dunque per me la memoria non basta.

In questa giornata, o in qualunque occasione piu' opportuna, e' necessario andare oltre la memoria, e discutere. Far emergere le mille diverse opinioni, e confrontarle. Ho fiducia che il confronto possa dare all'uomo la capacita' di superare queste aberrazioni. Non la semplice memoria.

Il confronto, io penso, sarebbe anche piu' efficace se proprio tra persone che non la pensano nello stesso modo. Gravissimo sarebbe infatti lasciare isolati tra loro coloro che teorizzano le differenze di diritto alla vita tra le razze umane. Costoro, raccolti tra loro, e convinti delle loro idee, ricordano sicuramente come gli altri, ma probabilmente non le stesse cose, e sicuramente non con lo stesso giudizio. No la memoria da sola non basta: occorre confrontarsi, ragionare, e imparare la lezione.


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08:54  (sguardo lucido n. 3919850) permalink


















Ricordiamo.
E soprattutto impariamo la lezione.




Mi domando se il principino Harry ha mai visitato Aushwitz...


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21.01.05

11:49  (sguardo lucido n. 3874048) permalink

 Due chicche dal Rolliblog:

1) espropriproletari.com : una rivoluzionaria forma di marketing basata sulla formula dell'esproprio proletario, di guerrigliamarketing

2) menosprechi.it : un sito online per le segnalazioni dei cittadini sugli sprechi della spesa pubblica, di Forza Italia

Si tratta ovviamente di due bufale... O forse di una sola ? e qual'e' allora ?


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11:14  (sguardo lucido n. 3873751) permalink

No a GAD, freddo e duro: meglio UPD o UD...

Gianpaolo Fabris, titolare dello studio di marketing a cui Prodi ha commissionato il sondaggio e le proposte per il nuovo nome, riporta:

"Nel corpo elettorale ulivista resta l'ideale di un'etica "alta e altra" rispetto a quella del centrodestra, e il riferimento a un 'patrimonio valoriale di straordinaria pregnanza (giustizia, uguaglianza, tolleranza, pace, ambiente)'. Ma tutto questo - secondo il sondaggio - finisce per svilirsi "nella confusione, autoreferenzialità, opacità, acrimonia spesso mostrata dalla coalizione'. La logica e la strategia dello schieramento 'appaiono oscure'."

Che belle parole! Intanto sono stati spesi un altro pacco di milioni di vecchie lire per cambiare il nome da 'Grande Alleanza Democratica', che suona male perche' fa 'GAD', a Unione per la Democrazia, che invece fa 'UPD' o 'UD'...

Ma bastaa!

-----

Aggiornamento delle 13:17: Stando a quanto leggo nel blog di Mario Adinolfi, Prodi ha preso un importante decisione sulla base del report di Fabris. Segare Fabris.


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19.01.05

12:34  (sguardo lucido n. 3857488) permalink

Come volevasi dimostrare 

Ho seguito l'indicazione di salgalaluna, e ho fatto il quiz di TheAdvocates.

Naturalmente e' un quiz all'americana: semplicissimo, superficialissimo, efficacissimo.

Infatti il quiz liquida tutto con una parola (etichetta): centrist.

Non credo sia traducibile in italiano: in italiano i centristi sono invece i qualunquisti opportunisti, che tirano a fare i falchi per ricattare l'una o l'altra coalizione e rilanciare cosi' il proprio peso politico altrimenti insignificante; e se vedono che il carro vincente risulta essere l'altro fanno presto, con abile e cammuffato colpo di reni, a fare il saltino, fischiettando come se non e' successo nulla.

Tornando al quiz: non avrei potuto esprimere cosi' tanto in modo cosi' sintetico. Se poi e' corrispondente al vero? beh, ragazzi, non fate i soliti europei, anzi peggio: italiani, che relativizzano tutto in una prospettiva storica culturale filosofica e dialettica, e finiscono in sostanza per spaccare ogni singolo capello in pezzettini nanometrici... (io sono un perfetto italiano, infatti).

Comunque, se consideriamo che le posizioni sul confine del quadrato centrista sono calcolate come centriste (come se fosse un 'centro' di gravita'), si, mi ci riconosco: una qualunque altra posizione mi avrebbe lasciato sicuramente meno soddisfatto! Per quello che vale il quiz, ovviamente. E come parere personale, naturalmente...


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